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Futuro

Feltrinelli 60

Idee, scelte, storie che fanno futuro.

12 straordinari capitoli per rivivere insieme 60 anni di storia raccontata sotto il segno di una sola consonante: la F.

Ripercorri la nostra storia

L'avventura di un editore

Il 1955 rappresenta un punto di svolta generale, non solo per l’Italia. Il clima culturale di allora, fervido, inquieto, carico di promesse e minacce, cerca una forma di espressione diversa da quella giornalistica, ma altrettanto d’impatto e aggressiva; il progetto di Giangiacomo Feltrinelli vuole scavalcare una certa cultura di scuola o liberale o cattolica o marxista, dominante nelle maggiori case editrici, tentando un’inedita ed eretica combinazione.
Giangiacomo è un uomo colto, curioso, poliglotta, di temperamento febbrile, affamato di sapere. Nei primi anni dopo la nascita della casa editrice, viaggia instancabilmente, tesse relazioni, scopre nuovi mondi e li integra nel catalogo che va costruendo.

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L'invenzione del tascabile

Feltrinelli nasce rilevando l’Universale Economica del Canguro della Cooperativa del libro popolare (Colip).
Il tascabile si rivela presto la strada più corretta e più facile per penetrare fra i lettori in formazione, più affamati di idee, di visioni ampie, di nuove consapevolezze.
Nei tascabili Feltrinelli, resi inconfondibili dalla “greca” in copertina disegnata da Bob Noorda e Salvatore Gregorietti, c’è tutto. Narrativa, saggi filosofici, storia, attualità. Per gli autori che sono “di casa” nella Ue è stata pensata, in anni recenti, una uniform edition; per tutti, comunque, la durata che il pocket assicura è una sfida al tempo, un modo di “entrare nell’eternità”, come disse un giorno un autore. Allegro, colorato, ricco di oltre 2000 titoli, il catalogo dei tascabili Feltrinelli propone “il meglio della nostra tradizione culturale e le opere più vive del presente”.

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Rompere le frontiere

Un segno evidente della libertà espressa dal catalogo Feltrinelli sono i mondi che lo popolano. E sono mondi che coincidono con l’immaginazione dei narratori, ma anche con il lavoro di reporter, giornalisti, economisti, sociologi. La realtà e l’invenzione non hanno frontiere. Da Daniel Pennac a Antonio Tabucchi, da Amos Oz a Ryszard Kapuściński e a José Saramago.
Si infrangono anche i confini territoriali. Con autori come Nelson Mandela, Nadine Gordimer, Daniel Barenboim, Ahmed Rashid, David Van Reybrouck, Olivier Roy, Feltrinelli spazia, approfondisce, attualizza, prende posizione.

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Il romanzo della nazione

La Sicilia del Gattopardo, il Sud di Ernesto de Martino, la Stranalandia di Stefano Benni, la Contea di Maurizio Maggiani. L’Italia di Giorgio Bocca, di Gad Lerner, di Michele Serra, di Paolo Rumiz. É l’Italia raccontata da tutti gli autori della casa editrice, il romanzo collettivo scritto nel corso di questi sei decenni. Un romanzo della nazione che ha registrato storie, trasformazioni, svolte, ferite, entusiasmi, sperimentazioni, teatri dell’interiorità, passioni civili.

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Sul banco degli imputati

Per sei decenni la casa editrice si è trovata spesso, insieme ai suoi autori, in posizioni scomode, per combattere contro l’ottusità, il filisteismo, e più in generale contro i codici di una morale che troppo sovente ha chiamato sul banco degli imputati gli scrittori e le loro opere. Giovanni Testori è osceno, Henry Miller è osceno, Pier Vittorio Tondelli è osceno. Ma a ogni battaglia vinta l’”oscenità” lascia il posto a una conquista di civiltà, a un nuovo traguardo morale.

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Libri per tutti

Siamo alla fine degli anni cinquanta. Cade la polvere dagli scaffali, e comincia una nuova stagione. In base a quali criteri? I tascabili devono costare poco, le campagne promozionali devono essere dirette, irriverenti e popolari, e soprattutto bisogna aprire librerie che desacralizzino il libro e la cultura, perché i libri sono e devono essere “per tutti”.
Le librerie Feltrinelli sono luoghi familiari, vicini, legati alla città e al suo spirito. Entrando, tutti devono sentirsi a proprio agio e liberi di toccare, sfogliare, assaggiare.
La prima libreria è a Pisa, ed è solo il 1957. Poi arrivano Genova, Milano, Bologna, Firenze, Milano, Roma – dove addirittura compare un jukebox. Si vendono molti tascabili, si mettono i libri di piatto, si progettano mobili e arredi funzionali e moderni. É una grande rivoluzione.

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dalla parte delle donne

In Feltrinelli, le donne hanno sempre avuto uno spazio decisivo: sono state portatrici di verità, di storie meravigliose, di personaggi indimenticabili. Hanno parlato di sè e hanno parlato del mondo. Hanno raccontato. Da Isabel Allende a Simonetta Agnello Hornby, da Doris Lessing a Herta Müller, da Cristina Comencini a Concita De Gregorio la letteratura ha guadagnato la forza, la saldezza, la passione di grandi scrittrici. E d’altro canto come non ricordare un libro fondamentale come Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti? Fuori dal racconto le donne ha cercato risposte, hanno colmato il mondo di domande, hanno ingaggiato battaglie. E molte sono le protagoniste di questi sessant’anni di avventure editoriali.

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Lo sterminato campo del sapere

Fare lavoro editoriale allineando modelli di sapere diversi, tendendo l’elastico fra il rigore del pensiero e gli affondi nel buio della psiche: con coerente sensibilità, Feltrinelli ha fatto confluire la complessità degli studi accademici con il gesto più ardito della ricerca sul campo.
Sono tutti giganti del pensiero: hanno aperto strade, provocato cultura. Sono Michel Foucault, Eugenio Borgna, Richard Sennett, Hannah Arendt, Tomás Maldonado, Salvatore Natoli, Howard Gardner.

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L'et degli eventi

Oggi viviamo nell’epoca degli eventi: i libri, i dischi, i film si promuovono nei megastore, nei festival, nei dibattiti pubblici, e si promuovono attraverso quella forma di strana fisicità che è il rapporto fra collettività e presenza dello scrittore, dell’artista, del regista, dell’attore. Siamo di fronte all’instaurarsi di una nuova forma di intesa: chi scrive, chi lavora con l’immaginazione si può avvicinare, toccare, ascoltare, chiudere in una foto ricordo. Il lettore e il fan non si limitano a decretarne la popolarità, costruiscono una nuova identità. Si celebra un rito collettivo. Per un editore di libri, quando la magia funziona, è una festa della lettura. Sono proprio le Feltrinelli a inaugurare questa festa, negli anni sessanta. Ma è solo a partire dagli anni novanta, con Daniel Pennac e Isabel Allende, che le presentazioni diventano fenomeni sociali, veri e propri spettacoli.

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Nuovo millennio

E poi arriva la fine del secolo, anzi la fine del millennio. Ci sono opere e autori che ne sentono prima l’incombenza e poi gli effetti. Che non sono né incombenza né effetti meramente legati a una data. Antonio Tabucchi è tra gli autori più sensibili di fronte al destino dell’Europa, ai cedimenti del Tempo, agli specchi ustori della politica nazionale e non. Da un altro punto di vista Alessandro Baricco guarda ai “nuovi barbari”, ai nativi digitali, e ci riflette con arguzia e lucidità. Dall’estero arrivano Ingo Schulze con la sua Germania del dopo-muro, Rafael Chirbes con il degrado della nuova povertà e delle vecchie ricchezze, Karl Ove Knausgård con l’opera monstre in cui mette in scena il proprio io, Richard Ford con la sua America disperata e vitale. Il mondo del nuovo millennio chiede codici nuovi, chiede allarmi, chiede comunque e sempre di essere raccontato.

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L'editore totale

Feltrinelli si configura a tutto sesto come “editore totale”: si muove nel cinema, avvia un canale tv, mescola lo spazio-libri con quello destinato alla ristorazione, creare alleanze con una grande scuola di scrittura, inventa una collana di libri digitali.

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Lavori in corso

Se l’editore è totale, ancora più vasta è la visione del futuro che lo accompagna.
Con la dimensione internazionale del marchio e con il progetto Porta Volta: la Fondazione Feltrinelli, già archivio prestigioso di un sapere aperto a tutti, si fa “casa” e laboratorio di utopia per Milano, l'Italia e l'Europa.

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